Nuova Lancia Flavia, prime anticipazioni

Lancia Flavia.jpg

Iniziano a giungere le prime anticipazioni sul ritorno della nuova Lancia Flavia. La vettura sarà realizzata in collaborazione con Chrysler ed ha come obiettivo quello di riportare ai vecchi fasti una vettura leggendaria come la Flavia che sarà realizzata sulla base della Chrysler 200. La commercializzazione della nuova Lancia Flavia è prevista per la seconda metà del 2011 e per conquistare il pubblico punterà sulla sua eleganza. Gli interni della vettura si preannunciano davvero esclusivi mentre i motori saranno ovviamente italiani, tra cui spicca il già noto quattro cilindri JTD 2.0 e un nuovo 3.0 JTD, entrambi con cambio TCT a doppia frizione.

Nuova Lancia Flavia, prime anticipazioniultima modifica: 2011-05-28T21:31:00+02:00da solomotori
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Nuova Lancia Flavia, prime anticipazioni

  1. Lancia Flavia …

    la capostipite di tutte le trazioni anteriori italiane;

    la prima auto di grande serie dotata di quattro freni a disco;

    il modello per cui venne studiato il circuito frenante “superduplex” a doppio triangolo, con pinze anteriori a doppio pompante, soluzione oggi accantonata per via dei costi, ma infinitamente più sicura ed efficiente degli attuali doppi circuiti frenanti ad X , teoricamente la soluzione che, insieme con i dischi autoventilanti e l’ABS può fornire la frenata sicura in ogni condizione, anche qualora vi siano problemi nell’impianto idraulico;

    la prima auto italiana dotata di servosterzo idraulico – scelta legata a quella del motore a sbalzo sull’avantreno che, a causa dei pesi e specialmente delle distribuzione degli stessi, rendeva piuttosto faticoso un volante privo di assistenza;

    la prima auto per cui venne studiato la “servoassistenza variabile”, cioè l’impianto “sensibile” con l’alberino torcente, capace di modulare l’intervento del pistone idraulico di servizio;

    una delle primissime vetture col piantone delle sterzo collassabile, in quanto suddiviso in più tronchi, a tutto vantaggio della sicurezza del guidatore nel caso di impatti violenti;

    l’auto che raddrizzava le curve, nel senso che con la Fulvia era possibile farle a velocità impensabili mentre la Flavia le tirava comunque dritte;

    la Porsche degli italiani che va in retromarcia, sarebbe a dire che entrambe hanno il motore boxer a sbalzo, la porsche sul posteriore – creando la pericolosissima autovettura-pendolo – , la Flavia sull’anteriore – con l’effetto tiralinee per via delle sue traiettorie rettilinee, sempre e comunque – ;

    l’autovettura che senza i pneumatici Michelin XAS , tra i primissimi asimmetrici sul mercato, probabilmente studiati per le versioni più potenti delle Citroen DS , era meglio guidarla con molta cautela;

    la campionessa modiale, tuttora in carica della specialità – inquietante – del sottosterzo estremo.

    Però era bellissima, in famiglia ne abbiamo avute quattro, tutte Coupè, carrozzate Pinifarina, la prima col motore 1800 poi un 2000 , quindi due 2000 HF .

    Perchè la adoro? Perchè la odio?

    Per il semplice motivo che mio padre, saggio e previdente, ha venduto l’ultima nel 1978 – era stata immatricolata nel 1973 – mentre io, insieme con mio zio, appassionati di oggetti d’arte meccanica, la volevamo tenere per collezionismo.

    Probabilmente però aveva ragione mio padre che prese quella decisione pensando che l’anno dopo, nel 1979 , avrei preso la patente e, con tale passione per quella vettura tanto potente quanto scorbutica nel tenuta di strada, sarei rimasto esposto a rischi inaccettabili.

    Grazie papa’, così ho imparato a guidare e non mi sono fatto del male, ma la Flavia HF l’avrei comunque rispettata e non avrei comunque esagerato, proprio per non romperla.

    Gia’, in casa la chiamavamo col nome che la Lancia non aveva mai dato a quel modello, perchè l’ultima serie – dal 1972 al 1974 – aveva perso il nome di “Flavia” e si chiamava ufficialmente solo 2000 HF ma, in effetti, era in tutto e per tutto l’evoluzione dell’ultima Flavia Coupè.

    Erano i primi scompensi della Lancia che, dopo essere stata acquistata dalla Fiat pochi anni prima, stava per essere “normalizzata” nel soviet automobilistico del Lingotto.

    Così, esaurita la stirpe delle Flavia arrivarono le “128 giganti”, altrimenti dette le “125 a trazione anteriore” che, se non sbaglio, si chiamavano “Beta”.

    Si chiamavano certamente Beta perchè, anche quella volta, la Fiat volle “nobilitare” un prodotto non dispezzabile ma tutto sommato mediocre, col nome di una Lancia storica però, pasticciando non poco, riuscì ad introdurre una novità veramente poco ambita, la ruggine !!!

    Meraviglie del “marketing” o forse, più probabilmente, dell’italianissimo vizlio del “marketting” – fare marchette … – , compiacendo alla richieste del mercato, proponendo prodotti o servizi, talvolta sul filo dell’oscenità!

    Così ebbe inizio il tracollo: mio padre cercò di resistere, ancora due Beta, poi una Gamma Coupè, infine una Dedra poi anche lui abbandonò il marchio.

    Io ero già andato per altri lidi, scegliendo altri costruttori da molto tempo.

    Oggi le auto sono frigoriferi!

    Come tali si devono scegliere su base strettamente razionale …

    Salvo che non siano effettivamente emozionanti per dei contenuti davvero evocativi, ma certamente non fissandosi su un nome speso male, l’ennesimo baluardo ancora svettante nella storia della meccanica e nella memoria degli appassionati, assolutamente mortificato da contenuti insufficienti.

    Sotto la carrozzeria niente, parafrasando un motto piuttosto noto!

    La nuova Flavia riprende i contenuti di un tempo o richiama soltanto il nome?

    Ha il motore Boxer, il sistema frenante superduplex e le altre peculiarità che vuole richiamare con quel nome nobile?

    Pare proprio di no, allora è soltanto un elettrodomestico camuffato per una carnevalata!

  2. Che bel revival, mi ha fatto tornare indietro di molti anni e precisamente nel 67/68 guando guidavo, per lavoro, una LANCIA (merita il maiuscolo) Flavia 1800 con divanetto anteriore omologata per 6 posti. Era un’auto possente, sicura e tosta, il cambio al volante un po’ rude ma dalla guida piacevolissima; gli interruttori sulla mezza luna sotto lo sterzo erano una vera delizia. Poi è arrivata la Fulvia 2c di proprietà, ultimo gioiello di casa Lancia. Nei primi anni 70 avevo trovato una buona occasione nella Fulvietta 1600 HF fanalone versione alleggerita, ma mi è stato vietato l’acquisto per sopraggiunta figlia ed ho ripiegato sulla Lancia 2000, prima auto italiana con iniezione elettronica; un vero treno. Le Lancia che vennero dopo erano solo un surrogato.

Lascia un commento